Gruppi di ricerca

Presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità sono attivi più gruppi di ricerca.


Docente di riferimento
Franco Benucci
Componenti del gruppo di ricerca
A partire dall’anno accademico 2005-2006 si è costituito presso l’Università di Padova un gruppo di ricerca interdipartimentale cui partecipano docenti, ricercatori, dottorandi (ora Dottori di Ricerca) e tecnici allora afferenti ai Dipartimenti di Storia (prof. Nicoletta Giovè Marchioli, prof. Donato Gallo, dr.a Giulia Foladore), Discipline Linguistiche, Comunicative e dello Spettacolo (prof. Franco Benucci, dr. Antonio Zanonato), Geoscienze (prof. Cristina Stefani, dr. Simone Benchiarin). Nel gennaio 2012, con la nuova dipartimentazione dell'Ateneo, il gruppo di ricerca primario si è 'compattato' nel nuovo Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA), mantenendo tuttavia il rapporto di collaborazione con il Dipartimento di Geoscienze per quanto riguarda l'aspetto petrografico della ricerca.
Obiettivi
Il gruppo collabora alla costituzione e analisi del Corpus delle epigrafi medievali della città di Padova.
Per conoscere i dettagli del progetto consulta il link

Docente di riferimento
Pierpaolo Faggi
Componenti del gruppo di ricerca
Marina Bertoncin, Pierpaolo Faggi, Andrea Pase e Daria Quatrida (assegnista di ricerca).
Obiettivi
Il gruppo lavora nel solco di una tradizione trentennale di studi sul territorio africano, che ha visto i geografi padovani impegnati sul terreno in numerosi contesti: Egitto, Tunisia, Sudan, Senegal, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Ciad. Attualmente la ricerca si muove lungo due direzioni: l’analisi dei progetti di sviluppo legati all’irrigazione e lo studio delle trasformazioni che interessano le forme di appropriazione della terra. In particolare, il primo ambito ha tre obiettivi. Il primo è seguire l’evoluzione della geografia della territorializzazione idraulica. Il secondo è indagare la fase attuale di ridefinizione delle progettualità idrauliche di fronte alla crisi dei grandi progetti, al progressivo disimpegno degli Stati, alla tendenza verso l’autosostenibilità richiesta per i progetti di sviluppo locali fino alle recenti evoluzioni legate al land grabbing. Il terzo obiettivo è condurre studi comparativi tra le diverse forme di territorializzazione idraulica lungo tutta la fascia saheliano-sudanese. Per quanto riguarda il secondo ambito, l’obiettivo è studiare come l’ordinamento della territorialità moderna sia stato proiettato nell’Africa subsahariana, quali siano le differenze con gli ordinamenti “tradizionali”, quali infine i problemi aperti da questa sovrapposizione tra diversi ordinamenti e gli esiti che attualmente si vanno delineando. La ricerca si svolge attraverso regolari missioni di ricerca nei territori di indagine, in collaborazione con alcune università ed enti di ricerca italiani e stranieri (europei e africani).

Docente di riferimento
Marina Bertoncin
Componenti
Marina Bertoncin, Andrea Pase e Daria Quatrida (assegnista di ricerca)
Obiettivi
Lo sviluppo locale è un tema di grande rilevanza tanto sul versante degli studi geografici tanto su quello delle politiche di sviluppo. Le dinamiche di prossimità e la costituzione di territorialità interlocali sono al centro dell’interesse scientifico da un punto di vista teorico. Il gruppo intende dare il suo apporto anche attraverso l’analisi di alcuni casi di studio: in particolare il Delta del Po e i territori della delocalizzazione delle imprese nordestine. Nel Delta del Po, difesa dall’acqua e difesa dell’acqua hanno rappresentato i due nuclei problematici attorno ai quali si sono disegnate logiche e realizzati sistemi d’azione tutti volti a normalizzare spazi instabili per definizione e quindi difficili da gestire. La lettura di razionalità esterne/interne, di interventi pertinenti/estranei è stata la via attraverso cui analizzare anche i recenti percorsi di riappropriazione territoriale che vedono nell’acqua il medium per creare condivisione nelle diverse progettualità del territorio. In particolare è ora sotto attenzione il processo attivato dal Contratto di Foce del Delta del Po. Lo studio dei processi di delocalizzazione delle aziende venete ha coinvolto tre realtà: Romania,  Slovacchia e Tunisia. Il presupposto scientifico è che una adeguata considerazione delle dinamiche della territorialità sia essenziale per il buon esito di qualsiasi progetto di intervento territoriale. Da un punto di vista geografico proprio la sottovalutazione delle territorialità in gioco, che spesso si è verificata durante i processi di delocalizzazione, è un elemento di fragilità quando non di fallimento di tali iniziative. La ricerca si svolge attraverso missioni di ricerca nei territori di indagine, in collaborazione con alcune università, enti di ricerca e di rappresentanza italiani e stranieri.

Docente di riferimento
Tania Rossetto
Componenti del gruppo di ricerca
Tania Rossetto, Mauro Varotto
Obiettivi
Entro il più vasto panorama della geografia umana, il filone geografico culturale e la prospettiva umanistica e geoletteraria si configurano come percorsi che vivificano ormai da più di due decenni la geografia patavina e cafoscarina. Le direzioni d’indagine che si dipartono da questo filone di studi spaziano da una geografia culturale fortemente intrisa di interessi umanistici, in stretto collegamento con gli studi letterari e comparatistici, filosofici, storici e storico-artistici e dello spettacolo, fino a comprendere le declinazioni geografiche dei cultural studies (teoria critica, analisi di narrative, pratiche e rappresentazioni applicate a tematiche spaziali). Questa matrice intellettuale, con metodi e presupposti teorici profondamente rinnovati rispetto ad una tradizione da tempo presente presso l’ex Dipartimento di Geografia, si articola attorno alle seguenti linee di sviluppo, alcune delle quali proiettate anche a livello internazionale:
- luoghi della memoria (con particolare riferimento ai luoghi della Grande Guerra)
- analisi del disagio esistenziale legato alle trasformazioni territoriali (geografie del disagio)
- geoiconografie dei paesaggi veneti (in particolare della laguna veneziana)
- lavori sulla teoria cartografica (post-representational cartography)
- rapporti tra geografia e visual studies (metodologie della ricerca visuale)
- geografie letterarie (in particolare della letteratura veneta contemporanea)
- percezioni del paesaggio nella letteratura latina
- studi di geografia culturale urbana in prospettiva europea
- mobilità, processi migratori e rapporti tra globale e locale
- politiche e rappresentazioni della diversità culturale
- tourist studies e pratiche spaziali.
Tali ricerche prevedono, oltre al coinvolgimento di partner istituzionali (Regione Veneto, Magistrato alle Acque di Venezia, Enti Locali, Istituzioni museali, ecc.), una vasta trama di relazioni con studiosi dell’area umanistica di Ateneo (in particolare con i colleghi del DISLL e con il Centro interuniversitario di Storia Culturale), nonché con geografi di altre sedi accademiche nazionali e internazionali.

Docente di riferimento
Benedetta Castiglioni
Componenti del gruppo di ricerca
Benedetta Castiglioni, Mauro Varotto, Tania Rossetto
Obiettivi
I percorsi di studi e ricerche sul tema del paesaggio, di consolidata tradizione nella geografia patavina, si sono ulteriormente sviluppati nel corso degli ultimi anni, inserendosi nel dibattito nazionale e internazionale, sempre più orientato su terreni post-disciplinari e trans-disciplinari, a partire dalla crescente attenzione al tema sancita dalla Convenzione europea del Paesaggio.
La polisemia intrinseca nel concetto di paesaggio permette di individuare diversi percorsi di ricerca: riflessioni teoriche e metodologiche, analisi delle trasformazioni, analisi delle relazioni tra popolazioni e paesaggio, letture in chiave antropologico-culturale, studi sulle rappresentazioni. Alcuni percorsi di ricerca sono rivolti più direttamente all’analisi e alla conoscenza: paesaggi rurali storici, paesaggi alpini e prealpini, trasformazioni del paesaggio nella città diffusa, percezioni e rappresentazioni sociali del paesaggio, processi identitari e paesaggi del quotidiano, rappresentazioni di paesaggio e iconografie. Altri percorsi sono più direttamente applicativi: quadri conoscitivi, criteri di valutazione e definizione di obiettivi per la pianificazione paesaggistica, valorizzazione e patrimonializzazione di beni e paesaggi culturali, Osservatori del paesaggio, sperimentazioni sul ruolo del paesaggio nella mediazione culturale. La ricerca si svolge in collaborazione con la Regione del Veneto e con numerosi altri enti e istituzioni.

Docente di riferimento
Mauro Varotto
Componenti del gruppo di ricerca
Mauro Varotto, Benedetta Castiglioni
Obiettivi
Gli studi sulla montagna alpina e prealpina costituiscono una componente ineludibile della tradizione geografica patavina, che sin dalle origini ha trovato nelle aree montuose un terreno ideale per sottolineare le complesse relazioni tra uomo e ambiente, ora in chiave fisico-deterministica, ora storico-economica, ora socio-culturale. Ai primi decenni del Novecento risalgono le prime campagne glaciologiche (in particolare sul ghiacciaio della Marmolada con Giovanni Marinelli e Bruno Castiglioni), i primi studi sulla casa rurale nell’area alpina veneto-friulana (Giovanni Marinelli, Arrigo Lorenzi), studi e ricerche di antropogeografia alpina (Giuseppe Morandini).
Attualmente, l’attenzione alla montagna alpina e prealpina, in particolar modo veneta, si declina con aggiornate metodologie e nuovi strumenti di ricerca in ambiente GIS attorno ai seguenti percorsi di ricerca:
- annuali rilievi della campagna glaciologica (ghiacciaio della Marmolada),
- evoluzione dei paesaggi dell’abbandono e paesaggi rurali storici (in particolare i paesaggi terrazzati prealpini e i paesaggi legati all’economia agrosilvopastorale),
- studi sul patrimonio culturale delle Terre Alte contemporanee (segni dell’uomo e percorsi di rivitalizzazione del patrimonio culturale ereditato, patrimonio Dolomiti Unesco),
- dinamiche di sviluppo e trasformazioni del paesaggio (in particolare le questioni dello sviluppo turistico e delle energie rinnovabili).
Tali percorsi di ricerca si avvalgono attualmente di collaborazioni in ambito regionale, nazionale e internazionale, in particolare con l’Associazione Rete Montagna – Alpine Network, la Fondazione Giovanni Angelini, l’International Terraced Landscape Alliance, la Fondazione Dolomiti Unesco, il Club Alpino Italiano (Comitato Scientifico Centrale – Gruppo Terre Alte), il Comitato Glaciologico Italiano, la Regione del Veneto, l’Università IUAV di Venezia.

Docente di riferimento
Franco Benucci
Componenti del gruppo di ricerca
Silvia Piovan, Franco Benucci, Alfredo Viggiano, Remy Simonetti (collaboratore esterno)
Obiettivi
Il gruppo di ricerca si occupa dello studio del patrimonio storico e culturale della pianura veneta centro-meridionale, territorio comprendente la ‘Bassa Padovana’, il Polesine e il Dogado, con particolare riguardo al tema dei confini interni ed esterni dell’area che, per sue specificità storico-geografiche e ambientali si pone come caso di studio di particolare interesse.
In particolare, la ricerca mira allo studio dell’eredità storico-culturale delle antiche confinazioni di età medioevale e moderna sotto l’aspetto monumentale, nella consapevolezza dell’importanza di tale patrimonio. L’indagine, condotta in chiave contrastiva all’interno della più ampia tematica dei confini e della aree di frontiera, si pone inoltre come obiettivo la salvaguardia e la valorizzazione delle singole specificità e individualità locali.
Il gruppo di ricerca opera attraverso lo studio della ricca documentazione storica, letteraria e archivistica prodotta nei secoli, tra cui antiche carte topografiche e mappe, atti notarili, documenti contabili e progetti. Inoltre si avvale di una sistematica campagna di rilevamento e studio dei vari manufatti esistenti nei territori comunali interessati (iscrizioni, cippi di confine, case rurali e residenze dominicali, oggetti d’arte e devozione popolare,…).
In questo ambito, va evidenziata la costruttiva collaborazione avviata, in regime di convenzione, con l’Amministrazione comunale di Anguillara Veneta, il cui territorio presenta caratteristiche storiche e ambientali (sede di Vicaria, secolare presenza fondiaria dell’Arca del Santo e di grandi famiglie padovane e veneziane, sito di un frequentato passo fluviale alla convergenza-intersezione di percorsi stradali e di antichi dossi fluviali, terra di bonifica e di multipla confinazione con importanti zone umide residuali e manufatti idraulici di varia epoca, presenza di un venerato santuario mariano,…) che ne fanno un caso paradigmatico per gli interessi di studio e di ricerca del gruppo. Proprio tale ricchezza di spunti di ricerca rende necessario un approccio multidisciplinare, aperto anche al contributo di competenze di altri settori e strutture di ricerca dell’Ateneo.

Principal investigator
Silvia Piovan
Research group
Silvia Piovan, Salvatore Eugenio Pappalardo, Vanda Benolich
Objectives
The Southern Venetian Plain is a land characterized by a rich hydrography consisting of supraelevated major rivers (such as the Adige and Po), minor drainage canals and ditches and very few lakes and ponds, these latter created largely by human activities (e.g. sand and clay pits, aesthetic ponds in Venetian Villas). The waters in the Southern Venetian Plain are almost entirely regulated by humans through historical and modern techniques such as artificial embankments, river diversions, meander cut-offs and pumping stations.
In the past, the Venetian Plain was characterized by the presence of large wetlands in the form of swamps and huge lakes (e. g. Lago di Vighizzolo and Lago della Griguola) and periodically flooded by these major rivers. Different phases of land reclamation completely transformed this territory and its landscape, draining the wetlands and confining the water into regulated rivers and canals.
Wetlands and wetland vegetation work as "natural sponges" that trap and slowly release surface water, rain, snowmelt, groundwater and flood waters. This water storage lowers flood heights and reduces erosion: this results in the action of wetlands to control floods and prevent water logging of crops. Preservation and restoration of wetlands, together with other water retention techniques, can help in flood control and mitigation of catastrofic events (e.g. flood in Bassa Padovana in 2010).  The inventory and protection of wetlands and mitigation for wetland impacts is an ongoing challenge for all nations. While the cost of wetland protection and economic development often play against each other, innovative approaches to wetland impact mitigation forecasting may obviate this problem. However, little research in the geo-historical evolution of wetlands has been conducted in either wetland protection leading nations (e.g. the United States) or somewhat laggards in wetlands mapping/protection (e.g. Italy).
Furthermore, since the evolution and the management of waters have a fundamental role in the Geography and the History of the Southern Venetian Plain, the huge amount of geohistorical landmarks related to the waters can be considered as a target for the development of an environmental and cultural tourism in this aerea.
This research group focuses on the following goals:
- An extensive revision and a systematic mapping of the present-day geographic distribution of wetlands
- The development and the application of a geo-historical approach for the study of wetlands and floods during the last millennium
- A statistical and qualitative analysis of the different typologies of wetlands
- An analysis of flood control
- A survey of waters-related geo-historical landmarks and their possible exploitation in sustainable environmental and cultural tourism
in the Southern Venetian Plain.
Methodologies in this reseach come from both physical and human geographies and historical sciences and are intergrated with a GIScience approach.