Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia

L'Unità di ricerca di Padova è composta dai seguenti membri: Chiara Cremonesi (Responsabile di Unità), Paolo Scarpi, Donatella Schmidt, Francesca Veronese. Si tratta di un'équipe di studiosi già affermati e di ricercatori più giovani, i quali si sono da tempo confrontati, nelle loro ricerche, con il tema dello spazio sacro in relazione alle dinamiche identitarie e interculturali. Ciò a partire da diverse sensibilità e competenze scientifiche, che investono la storia delle religioni, l'antropologia e l'archeologia, nella comune consapevolezza della necessità di un costante dialogo tra le discipline. Proprio lo spettro delle competenze dei singoli, così come la consuetudine a confrontarsi su terreni comuni di indagine, consentono di approfondire il tema dei santuari nei suoi articolati riflessi culturali, insistendo da un lato sui complessi d'area greca e magno greca antichi e tardo antichi, dall'altro sulla loro risemantizzazione cristiana, là dove essa si sia prodotta. L'articolato spettro di competenze degli studiosi coinvolti, che proprio sul tema dei santuari si sono già soffermati, così come la consuetudine al confronto interdisciplinare, rispecchiano la storia della struttura che ospiterà la ricerca, il Dipartimento di Scienze del Mondo Antico. Da tempo esso ospita progetti di interesse nazionale ed internazionale, cui partecipano gli stessi membri dell'Unità, in cui le storie proficuamente dialogano con le filologie, l'archeologia con la storia delle religioni e l'antropologia. Tali attività sono rese peraltro possibili dalla presenza della Biblioteca Interdipartimentale “Tito Livio”, in cui confluisce il grande patrimonio documentario del Dipartimento di Scienze del Mondo Antico e del Dipartimento di Archeologia, costituito da 104.362 volumi (circa un migliaio d'antiquariato) e 702 abbonamenti a periodici. L'Unità di Padova prevede poi la partecipazione al progetto di Luigi Lovat, ingegnere responsabile dell' infrastruttura di rete ICT del Dipartimento (informatica, telecomunicazioni e supporto per le tecnologie audiovisive), cui spetterà l'elaborazione informatica del database previsto dalla ricerca, secondo le modalità già sperimentate nell'ambito del progetto internazionale CENOB, finanziato dalla Agence Nationale de la Recherche (ANR) francese, diretto da Jean-Daniel Du Bois dell'École Pratique des Hautes Études, in collaborazione con l'Université Libre de Bruxelles e l'Università di Padova-Dipartimento di Scienze del Mondo Antico: al progetto prendono parte i membri dell'Unità Chiara Cremonesi e Paolo Scarpi. In relazione all'obiettivo primario del progetto, l'Unità di Padova si propone di indagare i santuari quali spazi sacri di produzione e rinegoziazione identitaria, di scambio tra la dimensione umana e quella extra-umana; quali luoghi attraversati da concrete pratiche interculturali: dall'antichità ad oggi i santuari si presentano, infatti, quali fulcro di percorsi e di itinerari, che attraversano e, al tempo stesso, ridefiniscono spazi geografici e politici, sociali ed economici, sollecitando memorie mitiche e storiche, coinvolgendo esperienze individuali e collettive. Essi rappresentano dei luoghi esistenzialmente e processualmente “densi” in cui appare in gioco la dimensione politica, così come quella estetica, l'ambito religioso come quello terapeutico, in cui intervengono processi di negoziazione e costruzione sociale e culturale che ci parlano della realtà del sacro come realtà storica ( cfr. A. Brelich, Perché storicismo e quale storicismo, in “Religioni e civiltà”, 1, 1972, 7-28; D. Sabbatucci, La prospettiva storico-religiosa, Milano 1990; E. de Martino, Storia e metastoria, a cura di M. Massenzio, Lecce 1995).
La ricerca intende soffermarsi in particolare sui “santuari d'acqua” nel mondo greco e magno-greco antico e tardo-antico: essi appaiono quali luoghi di culto in cui acque di mare, di fiume, di palude, sorgenti e specchi d'acqua assumono una particolare funzione catalizzatrice, che permane anche dove i siti vengono poi risemantizzati in senso cristiano. Essi si caratterizzano per cultualità e modalità di frequentazione diversi: “santuari d'acqua” appare quindi uno strumento concettuale operativo da sottoporre a verifica attraverso due principali strategie d'indagine, quella comparativa e quella interdisciplinare. Si intende qui rifiutare una comparazione che “livelli” ad una medesima altezza i fatti comparati per astrarli dal reale svolgimento storico, ma, al contrario, si intende adottare una comparazione che permetta di rilevare le peculiarità di ogni singolo contesto santuariale nella consapevolezza che la storia “non può farsi se non distinguendo, ossia individuando” (D. Sabbatucci, Presentazione a R. Pettazzoni, I misteri. Saggio di una teoria storico-religiosa, Cosenza 1997. Si procederà pertanto a: 1) ricognizione archeologica di alcuni luoghi di culto caratterizzati dalla presenza dell'acqua, della loro ubicazione topografica, delle strutture correlate all'acqua (tubature, vasche, fontane, cisterne, pozzi) attestate al loro interno; 2) raccolta ed analisi delle testimonianze storico-letterarie intorno ai singoli complessi santuariali da un lato, al ruolo delle acque “sacre” nel culto dall'altro. 3) alla lettura della dimensione materiale e simbolica, nella consapevolezza che se l'acqua sembra in genere manifestarsi come canale di mediazione tra umano ed extraumano, essa agisce in modo profondamente differente all'interno dei diversi sistemi religiosi che hanno abitato ed abitano il Mediterraneo. Particolare rilevanza si intende attribuire alla lettura della documentazione archeologica e storico-letteraria relativa alle virtù terapeutiche dell'acqua, là dove si tratti di acque termali, o acque cui vengono attribuiti poteri prodigiosi: il rapporto acqua-guarigione dalle malattie si configura infatti peculiarmente nei differenti contesti nel momento in cui è la malattia stessa ad assumere significati diversi, senza mai essere ridotta a puro evento nosologico (M. Augé e C. Herzlich, Il senso del male, trad. it., Milano 1986; J. Benoist, Soigner au pluriel. Essais sur le pluralisme médical, Paris 1990; E. de Martino, La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud, Milano 1961).


link: www.firbspazisacri.uniba.it


Termine
Anno 2017

Coordinatore Scientifico nazionale
Laura Carnevale (Università Aldo Moro di Bari)

Responsabile Unità locale
Chiara Cremonesi